Wednesday - May 24, 2017
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Effetti della variazione sulla rata

Come abbiamo già detto nel nostro precedente articolo, l’Euribor (Euro Inter Bank Offered Rate) è l’indicatore del costo medio delle operazioni finanziarie che avvengono tra le banche europee, ossia il costo medio del denaro che le primarie banche europee si prestano a vicenda.

L’Euribor è quindi anche un misuratore della fiducia che sussiste tra le stesse banche. Ma, per i comuni mortali, la maggior parte delle questioni che fanno riferimento all’Euribor sono legate ai mutui, infatti le banche europee usano questo indice per il calcolo mensile delle rate dei mutui a tasso variabile.

Viene da chiedersi come la variazione dell’Euribor finisca per gravare sulla rata di chi ha acceso un mutuo a tasso variabile.

Prima di tutto precisiamo che la rata del mutuo verrà influenzata solo dal momento dell’aggiornamento e interesserà esclusivamente il debito residuo in quanto è su questo che viene calcolata la quota interessi che costituisce parte della rata. Ma cosa si intende quando si parla di momento dell’aggiornamento? In pratica si tratta del periodo durante il quale il mutuo rileverà l’andamento dell’indice, adeguandosi ad esso e restando invariato fino all’aggiornamento successivo.

Inoltre, occorre tenere presente che, pur cambiando l’Euribor, non è detto che la variazione si ripercuoti automaticamente su ogni rata del mutuo. Infatti le variazioni dell’indice influenzeranno solo quelle rate che cadono nei periodi di revisione del proprio mutuo. Sono le banche a stabilire tali periodi che vengono pubblicati nel contratto di mutuo e nel foglio informativo.

Di solito gli aggiornamenti rispettano questo schema:

  • rate mensili: aggiornamento ogni mese, ogni trimestre o ogni semestre
  • rate trimestrali: aggiornamento ogni trimestre o semestre
  • rate semestrali: aggiornamento ogni semestre

 

Calcolo aggiornamento mutuo

Il calcolo della rata del mutuo in seguito ad un aggiornamento dell’Euribor non è semplice. Ma, con una buona approssimazione, possiamo affermare che la rata mensile varia dello 0,05% del capitale residuo per ogni punto percentuale di variazione dell’indice Euribor. Quindi, nel caso di un mutuo con capitale residuo di 50.000 euro, la rata subirà un aumento di circa 25 euro mensili se la variazione Euribor è dell’1% e di 12,5 euro nel caso di variazione dello 0,5%.

Si potrebbe pensare che l’aggiornamento semestrale potrebbe essere vantaggioso per il mutuatario in caso di rialzo dei tassi perchè la rata rimane “protetta” per 6 mesi e questo è certamente vero ma, c’è il rovescio della medaglia rappresentato da ciò che accade quando, in caso di abbassamento dei tassi, si continuerebbe a pagare una rata più alta per 6 mesi!
Risulta chiaro come, in termini di vantaggi per il cliente, le diverse opzioni (1, 3 o 6 mesi) finiscano per equilibrarsi tra loro nel medio lungo periodo.