Wednesday - May 24, 2017
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Titoli di Stato, cosa sono e come Investire


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Se volete volete mettere da parte un po’ di soldi e guadagnare significativi ritorni da interessi in pochi mesi o qualche anno, dovreste prendere in considerazione l’acquisto di titoli di stato, una delle forme di investimento più popolari ed accessibile. Non occorre essere ricchi per permettersi il loro acquisto, e sono semplici e praticamente privi di rischi.

I titoli di stato, noti anche come obbligazioni, vengono emessi periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per conto dello Stato. Quando si acquista uno di essi, essenzialmente si stanno prestando soldi allo Stato.

I titoli di stato vengono rilasciati in varie forme, abbiamo:

BOT: (Buoni Ordinari del Tesoro)
Hanno una durata di 3, 6 o 12 mesi e non prevedono cedole fisse, quindi non potremo incassare soldi periodicamente, ma l’intera somma investita + gli interessi, ci verranno restituiti alla scadenza.

Btp Italia
Hanno la durata di quattro anni e sono indicizzati all’inflazione italiana, misurata con l’Indice dell’Istat.

CCT (Certificati di Credito del Tesoro)
La durata è di 7 anni, ogni 6 mesi pagano una cedola variabile in base al valore del tasso Euribor.

CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon)
Con durata di 2 anni, senza alcuna cedola semestrale.

BTP (Buoni del Tesoro Poliennali)
Con durata di 3, 5, 10, 15 e 30 anni, pagano ogni sei mesi una cedola fissa.

BTP€i (Buoni del Tesoro Poliennali indicizzati all’Inflazione Europea)
Con durata di 5 o 10 anni, con pagamento di una cedola semestrale con valore rivalutato in base all’andamento dell’inflazione europea, misurato dall’Eurostat attraverso l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IAPC).

I titoli di stato hanno un valore nominale di un certo importo, che è ciò che valgono realmente ma vengono venduti per meno. Ad esempio, un titolo può avere un valore di 10.000 €, ma lo si potrebbe acquistare per 9.600 euro. Ogni titolo ha una precisa durata, che identifica in quanto tempo si riavranno i soldi indietro. Alla scadenza, lo stato pagherà il prezzo pieno del titolo, in questo caso 10.000 €, facendovi guadagnare quindi 400 euro dal vostro investimento.
L’importo che si guadagna è considerato l’interesse, ossia il guadagno per il prestito del denaro. La differenza tra il valore del certificato e l’importo che voi pagate per l’acquisto, è chiamato tasso di sconto, ed è impostato come percentuale. Nell’esempio precedente, il tasso di sconto è del 4 per cento, perché 400 euro sono il 4% di 10.000 €.
Segnaliamo questa pagina che spiega ancora meglio come calcolare il rendimento.

I titoli di stato rappresentano una delle forme di investimento più sicure, perché sono emessi e garantiti dallo Stato quindi privi di rischio. Naturalmente la certezza assoluta non esiste in nessun investimento ma in questo caso possiamo affermare che sussistono un buon 99.9% di possibilità che il nostrro investimento ci frutti le percentuali previste. Nessuno ci può garantire da un fallimento dello Stato o della banca o società attraverso cui abbiamo scelto di investire in borsa ma, salvo questi rari casi, possiamo essere ragionevolmente certi che i nostri soldi siano al sicuro. Molti altri governi in tutto il mondo usano immettere normalmente titoli di stato sul mercato.

Come guadagnare con i titoli di stato
Tutti i titoli di stato sono investimenti a breve termine e maturano entro un mese o qualche anno dalla data del loro rilascio. In generale, più lungo è il periodo di maturazione, più interessi frutteranno.
Il valore di un titolo di stato riportato sul certificato stesso si chiama valore nominale, e il taglio più basso acquistabile è quello da 1000 euro, poi si va di multipli di 1000 (2000, 3000, 4000 ecc.).

Lo scopo dei titoli di stato è quello di contribuire a finanziare il debito nazionale. Sono un modo per permettere al governo di fare soldi dal pubblico ossia dai cittadini e dalle aziende che possono acquistare questi certificati.
I motivi della loro popolarità sono molti. Non solo sono abbastanza abbordabili che quasi chiunque può comprare uno, ma offrono ritorni veloci, e sono semplici, facili da capire e molto affidabili.

Sul denaro guadagnato investendo in titoli di stato bisogna pagare una imposta sostitutiva che attualmente è pari al 12,5% più le commissioni per l’intermediario (banca).

I titoli di stato sono anche una forma elevata di liquidità degli investimenti. Ciò significa che sono facilmente commerciabili e possono essere venduti sul mercato secondario e facilmente convertiti in denaro. Se si decide di vendere un buono del tesoro sul mercato secondario, si vende a qualcun altro invece di aspettare che maturi normalmente.

Uno dei pochi aspetti negativi dei titoli di stato è che i rendimenti sono più piccoli di quelli di molte altre forme di investimento. Questo è dovuto al fatto che sono a basso rischio.

Come acquistare buoni del tesoro
È possibile acquistare buoni del tesoro. al momento dell’emissione,in una banca, attraverso una società o un privato.

Negli anni precedenti al 1999 i titoli di stato erano realizzati in forma cartacea e venivano consegnati fisicamente all’acquirente, che alla scadenza delle cedole si recava presso la banca che gli pagava gli interessi estaccando e trattenendo una delle cedole allegate al titolo stesso. I più anziani ricorderanno l’uso della frase “staccare la cedola” per significare l’incasso degli interessi. L’espressione è ancora usata ma sono del tutto cambiate le modalità di riscossione che ora prevedono la registrazione dei titoli sull’estratto conto o la ricevuta bancaria come elementi provanti del loro acquisto e possesso. In questo modo l’investitore riceverà il corrispettivo delle cedole e del capitale a scadenza tramite un accredito diretto su conto corrente. Da notare che i bond cartacei al portatore hanno perso qualsiasi valore legale.

Sottoscrizione in asta
Gli acquisti fatti in asta richiedono la prenotazione della quantità desiderata, da effettuarsi almeno il giorno di quello stabilito per l’asta e per un importo minimo di 1.000 euro. Il calendario delle aste dei titoli di stato è pubblico.

BTP, CTZ e CCT vengono collocati tramite asta marginale mentre i BOT con asta competitiva. Acquistare in asta presenta non può conoscere esattamente il prezzo di collocamento ma questo svantaggio viene compensato dal vantaggio di non pagare le commissioni bancarie, esclusi i BOT, i quali prevedono commissioni massime stabilite da un decreto.

Da notare comunque che, prenotando in anticipo i titoli, c’è il rischio che vengano emessi a un costo superiore al valore nominale, così come accaduto per l’emissione del 29 agosto 2013, nella quale sono stati emessi a 100,70!

E’ previsto il “diritto di retrocessione” che per BTP, CTZ E CCT è pari a circa a 40 centesimi.

Acquisto sul mercato secondario
Sul mercato secondario è possibile acquistare i titoli di Stato già in circolazione. Questo tipo di acquisto presenta il vantaggio di sapere il prezzo di acquisto e di vendita ma è anche svantaggioso in quanto richiede il pagamento di una commissione all’intermediario finanziario. Una interessante funzione del mercato secondario è quella di permettere all’investitore di liberarsi dei titoli vendendoli a prezzo di mercato prima della loro naturale scadenza.

Criteri di acquisto
In considerazione del fatto che è necessario pagare alla banca una commissione per l’acquisto e  all’erario una aliquota fiscale, occorre ponderare bene la scelta del titolo anche per quanto riguarda la sua durata e quindi del tempo necessario per rientrare in possesso del capitale.
Questo tempo risulta relativamente più breve per i BOT mentre i BTP e i CCT sono caratterizzati da tempi medi lunghi.

Quando la situazione del momento prevede un calo dei tassi la scelta consigliata è quella dei BTP mentre con tassi in rialzo meglio optare per i CCT.